Il paesaggio della Sabina è il frutto di decenni di lavoro dei produttori agricoli, che attraverso tecniche di coltivazione tradizionale si sono tramandati di generazione in generazione il patrimonio agricolo e naturalistico all’interno del quale vivono alberi da un estimabile valore naturale e che a causa dell’attività intensiva dell’uomo e ai cambiamenti climatici rischia sempre più di scomparire.
Si conservano tuttora importanti nuclei di ciliegi autoctoni delle varietà Petrocca, Lingua de Fori, il Graffione, la Ravenna precoce e tardiva. Per quanto riguarda quest’ultima, si tratta di una varietà da tutelare, il cui rischio di erosione genetica è considerato medio.
Altra varietà di frutta che ha sempre avuto un ruolo chiave in Sabina (nei territori di Palombara, Marcellina e Castel Madama) è la Pera Spadona. Negli anni ’50 la Pera Spadona riforniva il mercato di Roma ma la produzione attuale si è notevolmente ridotta. La Pera Spina attualmente è la varietà più frequente da trovare in Sabina, con un rischio di erosione genetica basso. Sempre in Sabina venivano coltivate un tempo su estese superfici anche due varietà di Pesca, la Reginella I e II successive l’una all’altra come epoca di maturazione. Anche in questo caso tali varietà di pesche risultano rare, la maggior parte estirpate o sostituite da varietà ritenute più interessanti a livello commerciale. La pesca tipica della zona attualmente è la Pesca reginella, il cui rischio di erosione genetica è alto. In Sabina inoltre, dove sussistono ancora forme di agricoltura tradizionale, si sono tramandate numerose varietà di mele antiche che caratterizzano il paesaggio; Ttra queste ricordiamo vari tipi di mela Rosa, la mela Cerina, la Limoncella, la ‘Mbriachella e la Bebè. Va menzionata anche la Vite pizzutello bianco (da tavola) con un rischio di erosione genetica basso.

