La Sabina per sua natura topografica, è sempre stata una zona a forte vocazione agricola, e in special modo frutticola. L’intero paesaggio è una distesa di uliveti – da sempre noto per la qualità del suo olio d’oliva- vigneti e frutteti, una vera e propria ricchezza naturale che va salvaguardata e tramandata proprio per il suo grande interesse naturalistico e storico. Da sempre la Sabina è nota per la qualità del suo olio di oliva ma la produzione di frutta è la principale fonte di reddito della zona. I comuni di Fara in Sabina, Marcellina, Mentana, Montelibretti, Montorio Romano, Moricone, Nerola, Palombara Sabina e Sant’Angelo Romano costituiscono il territorio ortofrutticolo sabino per eccellenza. Le due coltivazioni a fare da capofila sono la ciliegia, conosciuta tipicamente con la denominazione di Cerasa, e la pesca. Notevole è anche la presenza di albicocco, susino, melo, pero, fico e cachi. Inoltre, gran parte dell’economia rurale della Sabina ruota intorno alla produzione dell’olio d’oliva, con intere aree vocate alla coltivazione dell’olivo sia per quantità che per qualità di prodotto.
Oggi più che mai, in un’epoca in cui è sempre più importante tutelare le risorse e territori è fondamentale parlare di biodiversità, soprattutto per rispondere alle esigenze di una fetta sempre più larga di consumatori a cui interessa l’origine dell’alimento, i criteri secondo i quali è stato prodotto (sostenibilità ambientale) e il suo valore nutrizionale. La Cooperativa Cerasa Sabina ha avviato in Sabina un processo di trasferimento di innovazione per una agricoltura Hitech, per un basso impatto ambientale e per una maggiore salubrità del prodotto.

